Anni di lavoro. Punto. Ora la pensione. Punto e a capo. E il mondo continua una riga più in basso. E' il tempo del libero pensiero. Ma la fotografia che mi ha sempre accompagnato, continua.Ho iniziato a fotografare agli inizi degli anni ’70 con una Miranda Sensorex II e un paio di obiettivi: 35 e 105 mm. Sono passato poi alla Nikon FE2, automatica a priorità di diaframmi (si diceva: “Ma dove si andrà a finire con tutti questi automatismi!”) con una bella serie di obiettivi originali: 20, 35, 55 micro, 105, 300 mm.
In camera oscura usavo un ingranditore IFF Quodgon 6x9 (in questo formato le elaborazioni su pellicola piana venivano meglio) con obiettivi Rodenstock Rodagon e Schneider Componon. E sviluppi, arresti, fissaggi in bagni, ripostigli, tutti chiusi e sigillati senza ricambio d’aria – perché, si sa, la luce non doveva filtrare – con le mani dentro i bagni a strofinare le foto per tirar fuori tutte le sfumature di grigio possibili. Lì la salute sul lavoro andava a farsi friggere, ma siamo ancora qui e vuol dire che poi non erano così tremendi.
L’avvento del digitale ha messo in crisi tutte le mie certezze. Ricordo che solo qualche anno fa il mio negoziante di fiducia mi consigliava di revisionare la Nikon FE2 perché il digitale – secondo lui – era solo una moda e non avrebbe avuto futuro. Tutti prima o poi saremmo ritornati alla vecchia e cara pellicola! Abbiamo visto com’è andata.
Dopo una lunga crisi d’identità, il grande passo: vendita di (quasi) tutta la vecchia attrezzatura e l'acquisto di una Nikon D80 con un paio di zoom: AF-S DX NIKKOR 18-200mm f/3.5-5.6 G ED VR II e 11-16mm f/2,8 AT-X PRO DX Tokina, più, ultimamente, un'ottica fissa: AF-S DX Nikkor 35mm f/1,8G.
Il Nikkor AI 300mm f/4,5 e il duplicatore di focale Kenko a 7 lenti me li sono tenuti e su questa macchina fanno un 900mm. Scusate se è poco!
Ho aggiunto un flash Nikon SB-900, un solido cavalletto Manfrotto con testa joystick e un buon notebook 18,4 pollici. Come software utilizzo Capture NX2 e Photoshop CS4 per elaborare le foto scattate in Raw-Nef.
Ho partecipato a mostre collettive e e ho fatto anche qualche mostra personale con buon successo, ma il progetto a cui tenevo particolarmente era la realizzazione di un libro fotografico sul mio paese natale. L’idea mi era venuta guardando il libro di Gianni Berengo Gardin Un paese vent'anni dopo su Luzzara, che a sua volta si rifaceva al precedente libro Un Paese di Paul Strand. E’ stata una ricerca che mi ha molto impegnato, e che alla fine a portato al libro (auto-prodotto) Un Paese e dintorni. Fotostorie quotidiane, che puoi sfogliare qui, con mostra itinerante sponsorizzata da alcuni enti pubblici locali. Il libro ha avuto l’onore di una introduzione di Piero Camporesi, noto italianista, la cui famiglia è originaria di quel paese.
Oggi partecipo alla community di Flickr e le mie foto sono visibili in questo photostream.
Ho creato questo sito per il piacere di mischiare le immagini fotografiche con percorsi di scrittura creativa, proponendo fotostorie, racconti e citazioni letterarie, in un processo creativo di suggestioni e di contaminazioni.
La tua amicizia e l’attenzione che vorrai dedicare a questo impegno, saranno motivo sufficiente per gratificare la mia passione.
Grazie!
In camera oscura usavo un ingranditore IFF Quodgon 6x9 (in questo formato le elaborazioni su pellicola piana venivano meglio) con obiettivi Rodenstock Rodagon e Schneider Componon. E sviluppi, arresti, fissaggi in bagni, ripostigli, tutti chiusi e sigillati senza ricambio d’aria – perché, si sa, la luce non doveva filtrare – con le mani dentro i bagni a strofinare le foto per tirar fuori tutte le sfumature di grigio possibili. Lì la salute sul lavoro andava a farsi friggere, ma siamo ancora qui e vuol dire che poi non erano così tremendi.
L’avvento del digitale ha messo in crisi tutte le mie certezze. Ricordo che solo qualche anno fa il mio negoziante di fiducia mi consigliava di revisionare la Nikon FE2 perché il digitale – secondo lui – era solo una moda e non avrebbe avuto futuro. Tutti prima o poi saremmo ritornati alla vecchia e cara pellicola! Abbiamo visto com’è andata.
Dopo una lunga crisi d’identità, il grande passo: vendita di (quasi) tutta la vecchia attrezzatura e l'acquisto di una Nikon D80 con un paio di zoom: AF-S DX NIKKOR 18-200mm f/3.5-5.6 G ED VR II e 11-16mm f/2,8 AT-X PRO DX Tokina, più, ultimamente, un'ottica fissa: AF-S DX Nikkor 35mm f/1,8G.
Il Nikkor AI 300mm f/4,5 e il duplicatore di focale Kenko a 7 lenti me li sono tenuti e su questa macchina fanno un 900mm. Scusate se è poco!
Ho aggiunto un flash Nikon SB-900, un solido cavalletto Manfrotto con testa joystick e un buon notebook 18,4 pollici. Come software utilizzo Capture NX2 e Photoshop CS4 per elaborare le foto scattate in Raw-Nef.
Ho partecipato a mostre collettive e e ho fatto anche qualche mostra personale con buon successo, ma il progetto a cui tenevo particolarmente era la realizzazione di un libro fotografico sul mio paese natale. L’idea mi era venuta guardando il libro di Gianni Berengo Gardin Un paese vent'anni dopo su Luzzara, che a sua volta si rifaceva al precedente libro Un Paese di Paul Strand. E’ stata una ricerca che mi ha molto impegnato, e che alla fine a portato al libro (auto-prodotto) Un Paese e dintorni. Fotostorie quotidiane, che puoi sfogliare qui, con mostra itinerante sponsorizzata da alcuni enti pubblici locali. Il libro ha avuto l’onore di una introduzione di Piero Camporesi, noto italianista, la cui famiglia è originaria di quel paese.
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