PONTE della BRUSIA: quando è stato costruito?
Questo racconto rivela dettagli storici preziosi, come la smentita dell'origine medievale del ponte e la conferma della sua costruzione in pietra nel 1717 ad opera dei maestri Brenti, dopo i numerosi crolli dei precedenti ponti in legno.
Mi preme sottolineare la scoperta del documento originale che ha permesso di fissare la data certa al 1717. Voglio anche evidenziare le minuziose istruzioni operative dell'epoca, come l'uso di "calcina fresca con rena lavata" e pietre lavorate a forza di scarpellino, dettagli che testimoniano la cura messa per garantire la stabilità di un ponte che, a differenza dei precedenti, doveva resistere alla furia del fiume.
Una breve e ripida mulattiera scende dal paese di Bocconi fino al vicino ponte della Brusia sul fiume Montone, un bel ponte a tre archi «a schiena d’asino»; poi, oltrepassando l’antico mulino, prosegue per un sentiero che in circa mezz’ora di cammino conduce all’antico insediamento di Bastia, ora disabitato e in rovina. La parrocchia ebbe una progressiva decadenza con la costruzione della nuova strada rotabile finita nel 1836 che determinò lo sviluppo del borgo di Bocconi fino alla sua soppressione quando, insieme con quella di S. Maria in Carpine, fu unificata nel 1883 nella nuova parrocchia di S. Lorenzo in Bastia di Bocconi.
La sua data di costruzione era fino a oggi ignota. A parte fantasiose ricostruzioni che gli attribuiscono un’origine medievale, ho ritrovato un primo riferimento certo che risale all’11 luglio 1691. All’epoca i consiglieri comunali di Bocconi esposero alla Deputazione di strade e ponti la necessità di fare dei lavori improcrastinabili al «ponte di legno della Comunità che serve per andare al mulino, et alla necessità del Popolo per andare alla Messa ora in pessimo stato minacciando rovina». Il primo settembre il capomaestro Antonio Brenti di Portico aprì il cantiere e il 15 dello stesso mese una commissione tecnica verificò i lavori trovandoli «di buona qualità e giusta misura».
L’intervento non fu risolutivo perché dopo quasi un quarto di secolo dopo, nel 1715, i consiglieri si lamentarono ancora perché «nelli caduti mesi di marzo et aprile era stato necessario accomodare il ponte di legno di detta Comunità sopra il fiume che conduce alla chiesa parrocchiale di S. Lorenzo alla Bastia et al molino». Bisognava trovare una soluzione definitiva a questo problema.
Questa volta le suppliche raggiunsero il loro scopo perché il primo maggio 1717 l’agente di strade Jacopo Porri fece un sopralluogo al ponte della Brusia riconoscendo la necessità «di farlo di pietra», dando le istruzioni su come costruirlo e cioè che le «tre pile dove devono piantarsi tre archi e dall’altra parte per di là del fiume vi si dovrà piantarle di nuovo che ritrovandoci le seghe del masso».
La Deputazione di strade e ponti autorizzò la spesa e l’appalto fu vinto dai capomaestri Brenti. Il 12 settembre la commissione esaminatrice verificò i lavori trovandoli «di bona qualità e giusta misura» e autorizzò il pagamento dell’opera.
N.B. Questo è un capitolo parziale, senza note bibliografiche, estratto dal libro: Ponti di pietra. Storie perse (e ritrovate) nell’antica Provincia minore della Romagna fiorentina.
Una breve e ripida mulattiera scende dal paese di Bocconi fino al vicino ponte della Brusia sul fiume Montone, un bel ponte a tre archi «a schiena d’asino»; poi, oltrepassando l’antico mulino, prosegue per un sentiero che in circa mezz’ora di cammino conduce all’antico insediamento di Bastia, ora disabitato e in rovina. La parrocchia ebbe una progressiva decadenza con la costruzione della nuova strada rotabile finita nel 1836 che determinò lo sviluppo del borgo di Bocconi fino alla sua soppressione quando, insieme con quella di S. Maria in Carpine, fu unificata nel 1883 nella nuova parrocchia di S. Lorenzo in Bastia di Bocconi.
La sua data di costruzione era fino a oggi ignota. A parte fantasiose ricostruzioni che gli attribuiscono un’origine medievale, ho ritrovato un primo riferimento certo che risale all’11 luglio 1691. All’epoca i consiglieri comunali di Bocconi esposero alla Deputazione di strade e ponti la necessità di fare dei lavori improcrastinabili al «ponte di legno della Comunità che serve per andare al mulino, et alla necessità del Popolo per andare alla Messa ora in pessimo stato minacciando rovina». Il primo settembre il capomaestro Antonio Brenti di Portico aprì il cantiere e il 15 dello stesso mese una commissione tecnica verificò i lavori trovandoli «di buona qualità e giusta misura».
L’intervento non fu risolutivo perché dopo quasi un quarto di secolo dopo, nel 1715, i consiglieri si lamentarono ancora perché «nelli caduti mesi di marzo et aprile era stato necessario accomodare il ponte di legno di detta Comunità sopra il fiume che conduce alla chiesa parrocchiale di S. Lorenzo alla Bastia et al molino». Bisognava trovare una soluzione definitiva a questo problema.
Questa volta le suppliche raggiunsero il loro scopo perché il primo maggio 1717 l’agente di strade Jacopo Porri fece un sopralluogo al ponte della Brusia riconoscendo la necessità «di farlo di pietra», dando le istruzioni su come costruirlo e cioè che le «tre pile dove devono piantarsi tre archi e dall’altra parte per di là del fiume vi si dovrà piantarle di nuovo che ritrovandoci le seghe del masso».
La Deputazione di strade e ponti autorizzò la spesa e l’appalto fu vinto dai capomaestri Brenti. Il 12 settembre la commissione esaminatrice verificò i lavori trovandoli «di bona qualità e giusta misura» e autorizzò il pagamento dell’opera.
N.B. Questo è un capitolo parziale, senza note bibliografiche, estratto dal libro: Ponti di pietra. Storie perse (e ritrovate) nell’antica Provincia minore della Romagna fiorentina.
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